Lorenzo, 26 anni, lavora nel marketing di un'agenzia indipendente in via Lagrange. Mi racconta la sua storia un venerdi' pomeriggio al Caffe' Al Bicerin, anche se dice che e' un posto da turisti e lui normalmente non ci andrebbe mai. L'abbiamo scelto per non farlo incrociare con qualcuno che conosce.
Come e' iniziata
Era ottobre 2024. Concerto al Hiroshima Mon Amour, band post-punk inglese di cui Lorenzo era fissato da due anni.
'Sono andato da solo perche' nessuno dei miei amici conosceva la band e io avevo comprato il biglietto quando era uscito a luglio. Di solito questi concerti li vivo bene da solo, mi piace il fatto di potermi muovere senza dover gestire il gruppo.'
La band inizia, Lorenzo sta nella seconda fila. Accanto a lui, una ragazza. 'Mi ha colpito subito perche' cantava le parole del secondo disco, quello che nessuno sapeva davvero. L'ho guardata per tre secondi e ho pensato: ok, questa conosce la musica sul serio.'
Il primo contatto
Dopo tre canzoni, la band suona il brano che Lorenzo aspettava di piu'. 'Lei ha chiuso gli occhi e io ho visto che stava vivendo il mio stesso momento. A fine canzone l'ho guardata e le ho detto una stupidaggine tipo: giusto?'
Lei ha riso. 'Ha risposto qualcosa tipo: era meglio live che nel disco. E da li' abbiamo iniziato a scambiare due parole tra una canzone e l'altra.'
Il bar dopo il concerto
Fine concerto, mezzanotte passata. Il gruppo di amici di Martina (cosi' si chiama lei) la aspettava fuori. 'Le ho detto: se venite a bere qualcosa in zona, io vado al Blah Blah. Senza aspettarmi niente.'
Dopo 20 minuti Lorenzo era al Blah Blah in via Po, birra in mano. 'Martina e' arrivata con tre amiche. Io con nessuno. Eravamo quattro donne e io, cringe ma ride, abbiamo finito per parlare tutti e cinque fino alle tre di notte.'
Lo scambio Instagram
'A fine serata le ho chiesto Instagram, non il numero. Mi sembrava meno invadente. Lei me l'ha dato senza problemi, ha detto letteralmente: cosi' vedi che non ti ho truccato sul fatto di conoscere i testi.'
I primi giorni su Instagram sono stati strani. 'Si scambiava story, reazioni. Nessun DM vero. Poi dopo cinque giorni le ho scritto: ci vediamo per un caffe'? Da li' abbiamo iniziato a uscire.'
Il primo appuntamento vero
Aperitivo al Magazzino Sul Po. 'Lei era arrivata tardi di 15 minuti, non ha fatto scuse, mi ha sorriso e ha detto: qualche volta dovevo iniziare male un appuntamento nella vita.'
Lorenzo ride. 'Li' ho capito che non era uno di quei primi appuntamenti rigidi. Era lei. Punto.'
La fase dei 'forse'
'Per i primi due mesi ci siamo frequentati senza darci etichette. Ci vedevamo due volte a settimana, parlavamo ogni giorno. Io volevo qualcosa di serio ma non l'ho mai detto perche' avevo paura di bruciare tutto.'
Il punto di svolta arriva a dicembre. 'Lei aveva un viaggio di famiglia per una settimana. Mi e' mancata in un modo che non mi era mai successo. Quando e' tornata, la prima cosa che le ho detto e' stata: io vorrei che fossimo qualcosa di ufficiale.'
Silenzio di due secondi. 'Lei ha detto: finalmente. Pensavo di essere io l'unica a volerlo.'
La prima cosa che sono cresciuti a fare insieme
'Abbiamo iniziato a fare concerti insieme, cinque-sei a trimestre. E' diventata la nostra cosa. Le mete: Spazio 211, Hiroshima ovviamente, a volte Milano al Circolo Magnolia, una volta Bologna al Locomotiv.'
Quando chiedo se i concerti sono ancora la cosa oggi: 'Si, ma adesso e' diverso. Non e' piu' il luogo della magia iniziale, e' il nostro rituale. Ogni due mesi andiamo a uno insieme. Si chiama manutenzione.'
La convivenza
Giugno 2025. 'Il suo contratto di affitto scadeva, la mia coinquilina Clara si trasferiva a Milano per lavoro. Abbiamo capito che aveva senso.'
Hanno trovato un bilocale a San Salvario. 'Non quello turistico, il fondo di via Saluzzo. Mille euro, diviso in due. Abbordabile.'
La convivenza in sei mesi e' stata 'un 70% prevedibile e un 30% sorprese'. Le sorprese? 'Lei ha un'ossessione per le luci soffuse che non avrei mai scoperto se non vivevo con lei. Io pensavo di essere ordinato, scoperto che sono disordinato rispetto al suo standard.'
Cosa direbbe al Lorenzo di un anno fa
'Gli direi: quando ti siedi a un concerto da solo perche' nessuno vuole venire con te, non stai perdendo. Forse e' proprio quella la serata in cui incontri qualcuno.'
Poi aggiunge: 'Gli direi anche di non aver paura di dire cosa vuole dopo sei settimane. Io ho perso due mesi di tempo inutili per timidezza. Il rischio non era perderla. Il rischio era perdere tempo con entrambi.'
Cosa funziona per loro
- Parlano di soldi (l'affitto, le bollette, chi compra cosa) senza tabu. 'E' il motivo numero uno per cui le coppie esplodono a 25 anni.'
- Hanno routine autonome: lui va al padel il giovedi', lei ha il gruppo di scrittura il martedi'.
- Non fanno social. 'Abbiamo una story insieme ogni tanto. Basta.'
- Si dicono le cose scomode entro 48 ore. 'Se non lo fai, si accumulano. Dopo un mese sono troppe da dire.'
Un pensiero finale
Chiedo a Lorenzo se consiglierebbe a qualcuno di andare da solo ai concerti. Lui pensa. 'Non per trovare qualcuno, sarebbe la ragione sbagliata. Vai da solo perche' ti piace la musica. E se poi succede qualcosa, e' il bonus.'
Paghiamo, usciamo dal bicerin, in via Po la luce di febbraio taglia. Lorenzo mi saluta e va verso San Salvario. Martina lo aspetta a casa per una pizza al Pennino, dice. Ecco.